mercoledì 18 ottobre 2017

ALPI SPOGLIE DI NEVE: UN RAFFRONTO TRA 2010 E 2017

Un confronto agghiacciante (e non è un gioco di parole): le due foto, messe a confronto da me e prese cortesemente da NASA Eosdis Worldview SAT MODIS (colori reali) dimostrano lo stato pietoso delle riserve nevose delle nostre Alpi.
Siccità continua, estate caldissima, mesi secchi e soleggiati: ecco le conseguenze.
Le due foto sono della seconda metà di ottobre del 2010 (sopra) e della seconda metà di ottobre 2017 (sotto).
Non penso servano ulteriori parole. Commentate pure voi.



Gentili Utenti: siete stati tantissimi a commentarmi e a visualizzare questo articolo. Vi invito a seguirmi nella mia pagina Facebook dove tratto simultaneamente di meteorologia e fotografia.



domenica 1 ottobre 2017

ANNO IDROLOGICO 2017: UN ANNO NERO PER (QUASI) TUTTA ITALIA

Il giorno 30 settembre s’è concluso l’anno idrologico 2017: ricordo che, dal punto di vista temporale, si intende il periodo che va dal 1° ottobre fino al 30 settembre dell’anno successivo, proprio perché si tende a far iniziare quando ci sono (o ci dovrebbero!) essere grandi piogge e si conclude con la fine del periodo di ablazione dei ghiacciai.


Paesaggio a cui siamo sempre più abituati in estate (e che forse vivremo ancora di più in futuro): foto riferita alla Sardegna, giugno 2017 (cortesia AmbienteInforma SNPA)



Tutti noi ci siamo accorti della severa siccità occorsa nell’estate 2017, la quale, a parte locali eccezioni alpine, ha interessato tutto lo Stivale, con conseguenze serie su colture e aridità dei terreni. Pochi, però, ricordano che il vero problema di quest’anno non è stata l’estate, o meglio non è stato l’unico problema. La siccità del 2017 non è nata affatto in estate, bensì in inverno. Lo scorso inverno, infatti, c’è stata una gravissima penuria d’acqua, che è arrivata a un impressionante -95% su DUE MESI (dicembre e gennaio) su vastissime aree italiane, soprattutto del Nord Ovest. La primavera è stata anch’essa piuttosto siccitosa e soprattutto estremamente soleggiata: queste due caratteristiche hanno inciso tantissimo già sulla disponibilità idrica. Se poi ci mettiamo la seconda estate più calda di sempre a livello italiano…ecco che la frittata è fatta!




Precipitazione cumulata nell'anno idrologico 2017 (estremamente arido) in relazione al 2009 (estremamente piovoso) per un'area comprendente parte delle province di Parma e Piacenza (cortesia ArpaEMR): 467 mm caduti nell'area in questione contro gli 853 della media. Stiamo parlando di 386 mm di deficit su un anno: è un valore enorme? Seguitemi nel mio ragionamento: se prendiamo un deficit analogo su un'area grande come l'Emilia Romagna (22453 km2) e 1 mm equivale a 1 l/m2 (un litro su metro quadro, purtroppo questo sito non ha notazione scientifica), il deficit idrico della regione è di 22453 * 10^6 * 386 = 8.7 * 10^12, ovvero sono mancati circa NOVE MILA MILIARDI DI LITRI DI ACQUA: decidete voi l'aggettivo giusto).




Inoltre l’anno idrologico 2017 è stato il terzo consecutivo senza abbondanza di precipitazioni; 2015 e 2016 infatti erano stati leggermente sotto media, mentre quest’ultimo è stato estremamente secco.

Una considerazione importante: in riferimento alle regioni settentrionali, stiamo vivendo un cambiamento del regime precipitativo, con un mese estremamente piovoso alternato a tanti mesi altrettanto secchi. L’esempio dell’anno 2017 idrologico è lampante: ottobre e soprattutto novembre 2016 piovosissimi, dicembre e gennaio aridi, primavera secchissima con quasi tutte le piogge concentrate in 20 giorni a cavallo di aprile e maggio, estate arida con rapidi impulsi ricchi di nubifragi, settembre di nuovo piovosissimo (anche se non per tutti): un clima così era tipico del meridione qualche decennio fa e ora fa parte anche del settentrione, un migliaio di km più a nord. Chi ha orecchie per intendere intenda.

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mercoledì 27 settembre 2017

SUNSETS

Hi to all,
I show you two sunsets taken in last summer.
They represent Alps in particular chromatic conditions.
If you like my photos, you can follow me, I will update new sunsets little by little.
Enjoy it.











martedì 26 settembre 2017

FOTOGRAFIE PAESAGGISTICHE DI DAVIDE SANTINI




Buongiorno a tutti, da un po' di tempo a questa parte ho deciso di dare un taglio molto più fotografico al mio sito: le foto che pubblico ovviamente hanno sempre a che fare con la meteorologia, ma voglio dare un tocco di personalità ai miei post: non scriverò più, almeno per ora (causa tempo e lavoro) articoli di meteorologia, mentre pubblicherò sovente foto adeguatamente commentate.





vi invito a visionare le mie foto e a commentarle (anche le critiche costruttive saranno ben accette).

Intanto vi propongo questo "assaggio": buona visione!



FOTO 1: SUPERCELLA DEL 5 GIUGNO 2017





FOTO 2: FESTIVAL TEMPORALESCO NOTTURNO PRESO DALLA MIA TERRAZZA UN PAIO DI SETTIMANE FA




FOTO 3: CORRENTI SETTENTRIONALI IN CIMA AL COLLE SAN VIGILIO (BERGAMO)




FOTO 4: PANORAMA TERSO INVERNALE COL CONTRASTO CITTA' - CAMPAGNA - MONTAGNE





domenica 9 luglio 2017

GIUGNO 2017: ANCORA UNA VOLTA UN MESE DALLE CARATTERISTICHE ESTREME

Il mese di giugno è stato, in buona parte del Nord Italia, il secondo più caldo di sempre, secondo (seppur molto distante) solo al 2003. La causa va cercata nelle continue risalite del promontorio africano, che ha portato una ventina di giorni con anomalie veramente impressionanti. Nonostante non si sia battuto alcun record termico, quest’anno ha giocato molto il perdurare di tali situazioni di blocco: ancora una volta hanno pesato non tanto i singoli picchi (benché alti!) ma l’ampiezza di tale anomalia nel tempo.



Supercella fotografata da me il 5 giugno: il mese è stato temporalesco su Milano e mi ha offerto notevoli spettacoli.


Guardando “al mio orticello” (Milano sud), la massima del mese è stata 34.2°C, valore non certo strabiliante, visto che è stato superato nei mesi di giugno 2012, 2013, 2014 e con ogni probabilità anche nei caldi mesi di giugno 1881, 1935, 1982, 1996 e 2003 (ho spulciato i dati di Brera, Varese e località limitrofe): stesso discorso per le minime, il valore di 24.4°C, benché altissimo, è stato anche qui superato diverse volte (25.3°C la minima più alta nel 2013!).

Ciò che impressiona, invece, è la persistenza di condizioni di stabilità sub-tropicale: lasciando stare il caso fuori scala del 2003, nel secondo insieme di anni proposto sopra i picchi sono stati più alti ma molto meno duraturi: in altre parole, nel mese di giugno si sono superati anche i 37°C, ma in maniera estremamente occasionale e breve. In questo 2017 le massime >30°C sono state ben 14, un valore decisamente elevato per il mese, dove per decenni è stato una rarità superarli (e quando accadeva si superavano 3-5 giorni): da quanto tengo nota dei dati (2010) tutti i mesi di giugno hanno avuto almeno un superamento, mentre ci sono stati anni (’60-’70, ma anche nel 1800) dove le massime mensili non superavano i 27-28°C!

Il capitolo piogge invece è, se possibile, ancora più bizzarro: la Lombardia occidentale ha concluso un mese piovosissimo (accumuli di 250-500 mm in zona laghi!), ma anche Milano sud ha accumulato ben 104.2 mm, valore che rende il mese “piovoso” (la media è 69): non si può neanche dire che siano stati estremamente mal-distribuiti, poiché i giorni di pioggia sono stati 7, con altrettanti episodi temporaleschi (ovvero in perfetta media, sebbene concentrati a inizio e fine mese). Eppure si è sentito dire di una siccità gravissima: il punto è che la Lombardia occidentale (e annesso Alto Piemonte e VDA) sono stati un’isola felice, con accumuli importanti e prati quasi sempre verdi. Tutto un altro clima dal Pavese in giù, con crisi idrica veramente preoccupante, calmierata solo in parte dai temporali di fine mese (siccità drammatica, in particolare, per buona parte del centro-sud).

Per concludere, si ripete la solfa del mese di aprile (siveda QUI): giugno 2017 è stato (per le mie lande) caldissimo, soleggiatissimo e piuttosto piovoso. Bizzarrie da riscaldamento globale.




Punti di rugiada tipici del Bangladesh (27°C!!) il giorno 24 giugno, il più caldo (e insopportabile) del mese (fonte CML).



Gli accumuli finali per la Lombarda: valori altissimi (fin oltre 500 mm!), che fanno specie in confronto alla siccità che sta vivendo il paese. Che il GW possa mettere a contatto aree dai valori pluviometrici diametralmente opposti?